25 Novembre 2015 Commenti disabilitati su IDD, la direttiva sull’intermediazione assicurativa approvata dal Parlamento Ue Visualizzazioni: 1097 News

IDD, la direttiva sull’intermediazione assicurativa approvata dal Parlamento Ue

 

 

Il Parlamento di Strasburgo ha votato – con 579 sì, 40 no e 67 astenuti – le nuove regole in tema di informazione e di consulenza per la distribuzione e la vendita di contratti assicurativi. I nuovi requisiti contenuti nella IDD sono uniformi per tutti i canali distributivi.

Per tutti gli intermediari permane l’obbligo di registrarsi presso l’autorità competente nel proprio Stato membro d’origine (per noi, quindi, l’Ivass), ma sia intermediari che compagnie dovranno fornire ai clienti – oltre ai dati di identità e di contatto – anche gli estremi della registrazione nel Rui (per i soggetti italiani). Si introduce per gli intermediari l’obbligo di copertura contro i reclami per negligenza (minimo 1.25 milioni di euro per reclamo, e 1.85 milioni di euro complessivi annuali per tutti i reclami), così come quello di dimostrare la propria capacità finanziaria (l’ipotesi è quella di prevedere un tetto permanente pari al 4% della somma di tutti i premi annuali pervenuti e comunque mai inferiore a 18.750 euro).

I clienti dovranno essere informati sulla tipologia di remunerazione percepita dall’intermediario, tenuto ad esplicitare eventuali conflitti di interesse. Nel rispetto del principio di adeguatezza, è vietato promuovere prodotti sui quali l’intermediario percepisca un incentivo, se non perfettamente coerenti con le esigenze del cliente.

La documentazione informativa sul prodotto deve essere consegnata all’assicurando prima della sottoscrizione, e deve contenere tutte le caratteristiche della polizza (tipologia, obblighi, coperture, esclusioni, modalità di pagamento e premi).

Tali norme, tuttavia, non dovranno applicarsi nel caso di polizze assicurative danneggiamento e furto complementari alla fornitura di altri beni e servizi e per prodotti di importo annuo entro i 600 euro.

L’iter adesso prevede l’approvazione della nuova legislazione da parte degli Stati membri, che dovranno applicarla entro i prossimi due anni.

Alessandra Schofield

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