Associazione Agenti Allianz Il rapporto
degli italiani con gli agenti assicurativi
Relazione - Ottobre 2016
Metodologia
Committente: AAA Associazione Agenti Allianz
Soggetto realizzatore: Istituto Ixè srl
Metodologia: indagine quantitativa campionaria
Metodo di raccolta dati: telefono fisso (CATI) e web (CAWI)
Universo: popolazione maggiorenne residente in Italia
Campione intervistato: casuale probabilistico stratificato per quote, rappresentativo in base a genere, età, ampiezza del centro, zona. Errore standard ±3,2
Dimensione campionaria: 1.000 casi
Periodo di rilevazione: dal 27 al 30 settembre 2016

I dati raccolti sono stati sottoposti a cleaning ed una serie successiva di elaborazioni utili a realizzare l’analisi dei risultati.
ANALISI DELLA CORRELAZIONE L'analisi della correlazione consente di misurare l'intensità della relazione tra due variabili quantitative che variano congiuntamente, senza ipotizzare che tra esse sussista una relazione diretta di causa-effetto.
Il coefficiente di correlazione misura, quindi, la relazione lineare tra le variabili ed assume valori compresi tra -1 (=perfetta relazione lineare inversa) e +1 (=perfetta relazione lineare diretta).
Analizzando la matrice dei coefficienti di correlazione è possibile evidenziare eventuali ridondanze nei dati (un’elevata correlazione tra due variabili segnala la possibilità di utilizzarne una sola senza una particolare perdita di informazione), ma soprattutto è possibile quantificare l’apporto di alcune variabili (es. valutazioni analitiche dell’operato degli agenti) ad un indicatore complessivo (es. soddisfazione complessiva per il proprio agente).
INDICE DI FEDELTÀ E PROMOZIONE Per analizzare in dettaglio il livello di fedeltà all’agente e la tendenza alla sua promozione da parte degli assicurati, questi concetti sono stati ‘operativizzati’, scomponendoli in 4 fattori funzionali a ridurne la complessità e a garantirne la comprensione, e quindi l’attendibilità, da parte del campione intervistato.
In particolare si sono rilevate 4 componenti:
  • I1: probabilità di raccomandare il proprio agente ad amici e parenti;
  • I2: probabilità di seguire il proprio agente, in caso di migrazione ad altra compagnia;
  • I3: probabilità di seguire l’agente, in caso di trasferimento dell’ufficio in una zona scomoda;
  • I4: probabilità di confermare la polizza col proprio agente, nel caso di un aumento di costo del 5%.
Ciascuna dimensione è stata rilevata mediante un punteggio, in una scala da 1 (=nessuna probabilità) a 10(=evento certo).
Si è quindi effettuata una sintesi numerica dei 4 fattori, attraverso la media aritmetica:
Isintetico = (I1 + I2 +I3 +I4) / 4

L’indice sintetico è stato calcolato solo per gli intervistati che avevano fornito almeno 2 risposte su quattro; negli altri casi si è attribuito il ‘valore mancante’.
Si è infine proceduto ad una segmentazione dell’indice sintetico in 3 cluster:
  • Detrattori: 1 ≤ Isintetico < 6
  • Neutri: 6 ≤ Isintetico < 8
  • Promotori: 8 ≤ Isintetico ≤ 10
Sintesi
Il mercato e i clienti privati Gli agenti assicurativi si trovano a lavorare, oggi, in un mercato caratterizzato da:
  • Generale e diffusa avversione da parte dei cittadini-consumatori per il settore del finance, che viene guardato tendenzialmente con sospetto e scarsa fiducia
  • Cittadini–consumatori che anelano l’autodeterminazione in fatto di gestione del denaro e coperture assicurative, convinti (spesso immotivatamente), soprattutto dall’accesso ad informazioni e strumenti tramite internet – di essere in grado capire, valutare di scegliere in autonomia
  • Concorrenza pressante da parte delle compagnie dirette, che trovano mercato tra quanti, come indicato sopra, ritengono di essere pienamente autonomi e da parte di banche e Poste Italiane che, viceversa, offrono simulacri di relazioni interpersonali, ammantati di rassicurazione, cura degli interessi del singolo, a volte relazioni personali amicali.

In questo quadro l’agente, che permane come il canale largamente più diffuso di distribuzione di polizze assicurative, necessita, da una parte di preservare i rapporti già in essere e - per quanto possibile – accrescere l’attività di cross selling, dall’altra ampliare il parco clienti, attraendo nuovi prospect.

La relazione con il cliente è mediamente piuttosto duratura, vincolata da una fidelizzazione di segno positivo ma non solidissima, forse in parte determinata dall’abitudine.
La concorrenza Il 72% degli assicurati responsabili delle proprie polizze dichiara di avere un agente di riferimento.
Il 15% degli assicurati ha avuto un agente in passato ed attualmente ha optato per altri canali, principalmente il web e la banca.

Le motivazioni che spingono i clienti a scegliere l’uno o l’altro canale sono risposte di vissuto, di esperito.
L’agente viene scelto principalmente per la relazione personale che si ha con il soggetto e la fiducia, in seconda battuta per il prezzo (non si specifica quali confronti abbia operato, forse con agenti di altre compagnie) e per la praticità.
La banca ha elementi di attrazione analoghi, con una maggior forza in relazione alla praticità e, in seconda battuta, la rapidità del processo di stipula.
Anche le Poste hanno attratto la clientela con analoghe caratteristiche ma i clienti segnalano in misura più forte, da una parte, la convenienza e, dall’altra, la fiducia e la capacità del personale di consigliare.

Il canale online è vincente su tutti i canali concorrenti prioritariamente per la convenienza dei prezzi e poi per la tempestività nella stipula, seguito dal telefono. Quest’ultimo canale, probabilmente anche grazie ad un passaparola favorevole in merito alle performance in caso di danni, vede una quota di referenze in corrispondenza della capacità si seguire i clienti in caso di sinistri/rimborsi nettamente più elevata di tutti gli altri canali. Oltre a questo, la motivazione di scelta è la comodità.

E’ evidente che i segmenti di clientela di ciascun canale sono target diversi.
Analizzando la concorrenza sulla base del profilo anagrafico, è opportuno segnalare che la fascia giovane della popolazione, i 25-44enni, dopo il canale online, si rivolge a Poste e poi alla banca.
Il competitor forte al Centro e soprattutto Sud e nei centri medio-piccoli sono le Poste. Quest’ultimo è uno dei canali preferenziali anche delle donne, che per ora sono responsabili delle polizze del nucleo familiare in misura minoritaria ma in forte ascesa.
Chi appartiene alla classe socio-economica media predilige l’agente o la banca, la classe medio-alta predilige il broker o la banca e la classe medio-bassa si sta muovendo verso le Poste e il canale web.

Analizzando la situazione competitiva dal punto di vista dei prodotti assicurativi, resta evidente che le polizze più complesse e impegnative conducono maggiormente la scelta verso il rapporto personale, la consulenza one to one, mentre quelle più semplici hanno una maggior appeal nell’offerta dei canali diretti, ma è importante segnalare che, nel primo caso, Poste Italiane e soprattutto le banche possono rappresentare dei concorrenti temibili, così come per le polizze più semplici e meno impegnative il concorrente è la compagnia diretta sul web.
Il posizionamento d’immagine competitivo L’analisi del posizionamento dell’immagine dell’agente assicurativo a confronto con il personale addetto alla vendita di polizze nelle banche e alle Poste restituisce una fotografia che ritrae l’agente come nettamente più professionale e competente delle altre due figure.
In primo luogo è il più capace di dare consigli e indirizzare le scelte del cliente, poi e più disponibile e sollecito a seguire le pratiche. Cura meglio gli interessi dei clienti, è il più chiaro nell’illustrazione dei prodotti assicurativi e quello più capace di comporre prodotti ‘tailor made’.
Gli si riconosce quindi capacità consulenziale e dedizione al cliente.
Ci sono poi una serie di caratteristiche in cui l’agente resta il migliore rispetto ai concorrenti ma con valutazioni più contenute, ovvero la capacità di far sentire tranquillo il cliente, l’efficienza, la gamma di prodotti offerti e, infine, il rapporto qualità-prezzo. Le valutazioni relative ai funzionari bancari sono nettamente inferiori e ancor di più quelle relative ai funzionari postali.

Se si confronta il profilo d’immagine dell’agente con quello delle compagnie dirette, emerge che, seppur a grande distanza, il competitor è rappresentato dall’online, che si caratterizza soprattutto per l’ottimo rapporto qualità-prezzo, per la facilità di contatto e per l’efficienza e la gamma di prodotti offerti, che, secondo alcuni, sono dotati anche di una certa flessibilità.

Osservando il posizionamento dell’agente rispetto alla totalità della concorrenza emerge chiaramente che il più forte elemento distintivo è costituito dalla capacità consulenziale e la prossimità alle esigenze del cliente e che la maggiore omologazione invece corrisponde all’efficienza e soprattutto alla possibilità di offrire prodotti adatti al cliente.

Se i medesimi dati si analizzano dal punto di vista dei clienti degli agenti – parlando quindi non di immagine “percepita” ma di “vissuto”, gli aspetti che il reale contatto con l’agente rende decisamente più saldi nell’immagine professionale dell’agente sono la rintracciabilità e disponibilità, la sollecitudine sia in fase di consulenza che di sinistro e la chiarezza nel presentare i prodotti.
Le attese dei clienti privati La gerarchia delle attese del mercato privati (soggetti che hanno polizze stipulate attraverso un agente o agenzia) vede al primo posto per importanza la chiarezza, comprensibilità nell’illustrazione dei prodotti assicurativi; al secondo posto c’è la capacità consulenziale, al terzo la cura personale delle pratiche.
Queste prime caratteristiche al top della gerarchia, assieme alle seguenti, chiariscono inequivocabilmente in termini concettuali quasi siano le chiavi di ingaggio del rapporto della figura dell’agente: al vertice c’è la prossimità unita alla competenza, la capacità di mettersi vicino al proprio cliente, per illustrare con chiarezza i prodotti e servizi, per offrire consulenza e per seguire personalmente i processi relativi alle eventuali pratiche, offrendo rassicurazione e affidabilità attraverso la tempestività di reazione alle richieste, la raggiungibilità ed all’efficienza nelle diverse fasi della relazione con il cliente.

In fondo alla classifica si collocano la composizione dei prodotti assicurativi su misura, la cortesia ed il rapporto qualità prezzo. Il primo elemento, che sintetizzando equivale alla flessibilità e personalizzazione dell’offerta, all’ultimo posto della gerarchia (così anche in altri studi) presumibilmente perché gli intervistati non ritengono di avere esigenze tanto articolate e complesse da desiderare prodotti ad hoc e perché hanno l’impressione di avere davanti già una gamma di prodotti sufficientemente ampia e complessa. Infatti, più in alto nella classifica, si trova la voce “prodotti adatti a me”, ovvero l’attesa di ricevere dall’agente proposte di prodotti che, semplicemente, rispondano alle esigenze del cliente.
Si può supporre anche che i clienti non colgano le difficoltà intrinseche al mestiere dell’agente e non si accorgano di quanto l’agente si senta limitato nella consulenza da certa rigidità dell’offerta, dato che comunque egli cercherà di presentare al cliente la soluzione migliore con gli strumenti che ha a disposizione.
La cortesia, penultimo posto, è scontata e meno importante di competenza ed efficienza.
Il buon rapporto qualità-prezzo resta nell’alveo degli aspetti di carattere economico: chi si rivolge ad un agente non mette il prezzo tra i key drivers di scelta e probabilmente sa anche che i prezzi non sono decisi dagli agenti ma dalla compagnia.
La customer satisfaction dei clienti privati La soddisfazione media degli attuali clienti di agenti assicurativi è decisamente elevata, pari a 7,9 su una scala da 1 a 10.
Gli aspetti che ottengono una valutazione della soddisfazione superiore alla media sono, in primis, la cortesia con un punteggio di 8,5 e poi con un punteggio pari a 8,0, la disponibilità, l’efficienza, la chiarezza e comprensibilità nel presentare i prodotti, l’affidabilità e la capacità consulenziale.
Gli aspetti che ottengono un livello di soddisfazione inferiore alla media (ma pur sempre pari a 7,7 in una scala da 1 a 10) sono la capacità di curare gli interessi del cliente, il rapporto qualità-prezzo e la personalizzazione dei prodotti. Questi ultimi due aspetti, d’altra parte, sono meno importanti nella gerarchia delle attese.

Confrontando la soddisfazione espressa da coloro che erano in passato clienti di agenti ma ora non lo sono più, si rendono evidenti gli aspetti che hanno generato insoddisfazione e probabilmente, in alcuni casi, contribuito alla decisione di interrompere il rapporto. In primo luogo il tema economico, il rapporto qualità-prezzo, poi la sensazione che l’agente curasse poco gli interessi del cliente e la limitata capacità di illustrare con chiarezza i prodotti. Al terzo posto si collocano i limiti di efficienza, affidabilità, capacità consulenziale e un’offerta di prodotti poco adatti al cliente.

Nella mappa della customer satisfaction, che vede messe in relazione per ciascun attributo l’importanza ed il livello di soddisfazione, si osserva che:
Nel quadrante detto ‘Area di equilibrio’, ovvero quello in cui si posizionano le caratteristiche importati per i clienti e già soddisfatte, troviamo la chiarezza nell’illustrare i prodotti assicurativi, la capacità di offrire consulenza, la disponibilità e l’efficienza. Su questi aspetti l’impegno per gli agenti sarà quello di mantenere l’attuale livello o di cercare l’eccellenza.
Nel quadrante ‘Area di intervento’ ci sono gli aspetti importanti per il cliente ma attualmente non soddisfatti a sufficenza dall’agente. Qui si collocano la tempestività e l’abitudine a seguire personalmente il cliente nei diversi momenti della vita di una polizza. Questi sono gli impegni prioritari che l’agente dovrebbe darsi per elevare la soddisfazione della clientela e garantirsi un consistente fidelizzazione.

Il quadrante ‘Area di valorizzazione’ raccoglie quegli aspetti che sono poco importanti ma a cui viene riconosciuto un alto grado di soddisfazione. Il marketing, in casi come questi, indica due opzioni antitetiche: o disinvestire o dare maggiore rilevanza all’item, valorizzando il plus per farlo diventare più importante nella percezione della clientela.
La valorizzazione della qualità dei rapporti consulente assicurativo-cliente, dell’empatia e della prossimità potrebbero essere e, in alcuni casi sono o sono stati, messaggi veicolati da campagne di advertising realizzate da compagnie di assicurazioni, finanziarie e banche.

L’ultimo quadrante ‘Area marginale’ contiene gli aspetti meno importanti e meno soddisfatti. Poiché, appunto, si tratta di elementi di importanza minore rispetto ad altri, possono essere lasciati indietro, affrontati in un secondo tempo e utilizzati nella costruzione della relazione agente-cliente con minor impegno.

La mappa analoga, fatta però con il segmento di intervistati che è stato cliente di un agente in passato ma ora non lo è più, restituisce l’evidenza di quanto le attese siano state modificate dall’avvento delle compagnie dirette online.
La fidelizzazione dei clienti privati La costruzione di un indice di fidelizzazione e promozione ha consentito – aggregando le diverse componenti costitutive – di segmentare i clienti di agenti assicurativi: il 23% pur cliente attuale, dimostra una certa distanza dal suo agente di riferimento.
Un ulteriore 44% offre una valutazione complessivamente neutra del suo rapporto con l’agente. Il restante 33% dalle risposte si dimostra invece un vero e proprio supporter, un sostenitore dell’agente con cui ha creato un autentico legame.

Scomponendo le diverse componenti dell’indice, si osserva che quasi 6 clienti su 10 consigliano/consiglierebbero il proprio agente ad altri ma la quota di clienti che sicuramente cambierebbero compagnia per seguire il proprio agente è pari a 3 su 10.
Questo significa che il legame con l’agente è vincolato anche al legame con la compagnia e che la relazione è ipotecata in parte dall’identità della compagnia.
E’ interessante notare che il 23% dei clienti sostiene che sopporterebbe un aumento della polizza del 5%. A prescindere dalla veridicità della dichiarazione, essa segnala che il servizio offerto dagli agenti, che la relazione creata, ha un valore aggiunto di un certo peso.
La prossimità dell’agente ai clienti privati Quasi metà dei clienti è convinto che l’agente lavori in un equilibrio costante tra gli interessi del cliente stesso e quelli della compagnia. Solo il 12% crede che l’agente stia precipuamente dalla sua parte. 3 clienti su 10 ritengono che faccia esclusivamente gli interessi della compagnia. Quest’ultimo segmento evidentemente è quello che depone meno fiducia del rapporto con il suo agente.

Questo punto di vista – percepire l’agente come qualcuno che fa gli interessi del cliente versus percepirlo come giocatore nella squadra della compagnia- sembra incidere molto sulla fidelizzazione. In particolar modo, aumenta la soddisfazione sul fronte del rapporto qualità-prezzo e la disponibilità a sopportare un eventuale aumento del prezzo della polizza.

Il clienti passati hanno posizioni più polarizzate di quelli attuali: più consistente la parte che ritiene che gli agenti facciano gli interessi della compagnia e più consistente anche il segmento che ritiene che l’agente facesse i suoi interessi. Questo significa parte degli ex clienti (come dichiarato in altri momenti della ricerca) hanno abbandonato l’agente non per insoddisfazione ma per cause contingenti ed esterne.

Oltre 7 clienti su 10 dichiarano di sentirsi seguiti dall’agente oggi come in passato e non hanno recepito alcun cambiamento. Il 12% segnala, invece, un miglioramento. Analoga quota rileva un peggioramento.
I clienti del gruppo Allianz All’interno del campione intervistato è stato isolato un segmento di clienti ed ex clienti del gruppo Allianz.
Per alcuni degli aspetti affrontati dallo studio, è possibile ed utile fare una lettura delle risposte fornite da questo segmento attraverso il confronto con i risultati del campione intero.

Per quanto riguarda le valutazioni relative alla soddisfazione dei clienti attuali, il confronto fa emergere una qualità tendenzialmente maggiore rispetto alla media sul fronte dell’affidabilità e rassicurazione, della tempestività e della rintracciabilità.
Viceversa la soddisfazione appare, anche se solo tendenzialmente, inferiore alla media in corrispondenza della chiarezza nell’illustrazione dei prodotti e della capacità consulenziale.

La mappa che pone in relazione le attese e la soddisfazione indica quali aree su cui potrebbe essere importante concentrare ancor di più gli sforzi per consolidare la fidelizzazione e l’attrattività: principalmente la chiarezza nell’illustrazione delle polizze, la disponibilità a seguire personalmente il cliente nelle diverse fasi di vita delle polizze e la cura degli interessi del cliente, unita alla consulenzialità.

Per quanto riguarda la fidelizzazione e promozione, rispetto alla media della clientela di agenti assicurativi, i clienti del gruppo Allianz sembrano meno polarizzati agli estremi e quindi in percentuale maggiore neutri (47%). In particolare, sono legati all’agente lievemente più della media ma meno della media reggerebbero un aumento del prezzo delle polizzeq.

Il rapporto agente-cliente nella percezione della clientela è rimasto costante nel tempo (dato analogo alla media) e, anche in questo caso, esattamente come la media delle risposte, l’impressione è che l’agente curi nello stesso modo gli interessi della compagnia e del cliente.
Alcuni dati ricavati da altri studi
La fiducia verso il settore finance
Tendenze attitudinali verso le assicurazioni AVVERSIONE
Questa tendenza raccoglie le istanze di rifiuto del mondo assicurativo, vissuto come fondamentalmente avverso al cittadino e di esso parassita. E’ l’espressione della diffidenza: le compagnie sono percepite omogeneamente in modo negativo, rapinose e distanti. Meglio mettere i soldi sotto al materasso.

COMPETENZA
La natura di questa tendenza è auto-confermativa: quando mi assicuro so che cosa voglio. Di fatto questo trend rappresenta la figura – abbastanza recente – di cittadino-consumatore, un soggetto che si auto-determina nei consumi, si informa – il canale principale è rappresentato da internet – e sceglie con coscienza. E’ un dato che collima con quelli relativi ad altri settori e merceologie: la conoscenza, il protagonismo nelle scelte è un fenomeno in diffusione che – sul piano del marketing – dovrebbe essere preso in grande considerazione e interpretato nella comunicazione, nell’offerta e nella distribuzione. La percentuale che si colloca ‘in trend’ in parte aderisce, nella maggior parte ‘anela’ ad un’adesione a questo modo di vivere i consumi.

SMARRIMENTO
Il trend precedente rileva la diffusione di un atteggiamento protagonistico del consumatore di polizze, questo svela una tendenza apparentemente opposta: il bisogno di rassicurazione. Così come in altri settori, qui si riscontra una implicita richiesta conforto e di relazione. L’opposizione al trend precedente è solo apparente perché è possibile che i due atteggiamenti convivano ed è altrettanto possibile pensare ad un marketing e comunicazione che tenga assieme ambedue le spinte, l’una più esplicitata, l’altra più intima. La richiesta implicita non è da intendersi solo come contatto personale cliente-agente, quanto come costruzione di una relazione con la compagnia e di un’offerta che tenga conto della singolarità e delle esigenze individuali, una personalizzazione che di per sé diventa accompagnamento e rassicurazione.
I risultati dell’indagine
I canali Attraverso quali canali, come ha stipulato le polizze assicurative di cui è titolare?
Più risposte possibili
Diffusione del rapporto con l'agente
I key drivers di scelta dei canali Principalmente per quali motivi ha scelto di stipulare una o più polizze con un AGENTE ASSICURATIVO/IN AGENZIA?
Più risposte possibili

Principalmente per quali motivi ha scelto di stipulare una o più polizze in BANCA?
Più risposte possibili

Principalmente per quali motivi ha scelto di stipulare una o più polizze in POSTA?
Più risposte possibili

Principalmente per quali motivi ha scelto di stipulare una o più polizze ONLINE, in INTERNET?
Più risposte possibili

Principalmente per quali motivi ha scelto di stipulare una o più polizze al TELEFONO?
Più risposte possibili

Tavola sinottica dei key drivers di scelta dei canali Principalmente per quali motivi ha scelto di stipulare una o più polizze al ......?
Più risposte possibili
Abandoners dell’agente assicurativo In passato lei è mai capitato di assicurarsi tramite agenzia/agente assicurativo?
La relazione con l’agente: una segmentazione Pensando al suo rapporto con le assicurazioni, in quale delle seguenti affermazioni si riconosce di più?

Pensando al suo rapporto con le assicurazioni, in quale delle seguenti affermazioni si riconosce di più?

Pensando al suo rapporto con le assicurazioni, in quale delle seguenti affermazioni si riconosce di più?

Pensando al suo rapporto con le assicurazioni, in quale delle seguenti affermazioni si riconosce di più?

La propensione all’agente in relazione ai tipi di polizza Se domani dovesse stipulare una polizza ........, a chi si rivolgerebbe?
2 risposte possibili

Aggregando, da una parte le risposte relative ai canali che prevedono un contatto personale faccia a faccia (agente, banca, posta), dall’altra le risposte relative alla possibilità di assicurarsi in modo diretto, si ottiene la conferma che il rapporto personale è più rilevante quando si tratta di polizze più complesse ed impegnative.

Il posizionamento d’immagine dei canali Sempre in riferimento alle polizze assicurative, in base all'idea che ne ha, chi dei seguenti soggetti......
1 risposta per riga

Il posizionamento d’immagine dell’agente vs competitors Sempre in riferimento alle polizze assicurative, in base all'idea che ne ha, chi dei seguenti soggetti......
1 risposta per riga

Il vissuto del canale ‘agente’ rispetto ai concorrenti RISPOSTE DEL SEGMENTO CHE ATTUALMENTE HA UN AGENTE

L’anzianità del rapporto con l’agente Da quanti anni è cliente del suo agente assicurativo (se ne ha avuti diversi, si riferisca all'ultimo)?

L’importanza dell’agente Pensi ora al suo agente assicurativo:
Complessivamente quanto è importante per lei avere un agente assicurativo?

Le attese GERARCHIA DELL’IMPORTANZA DI UNA SERIE DI CARATTERISTICHE ATTESE DALL’AGENTE

Il livello di soddisfazione Il suo agente assicurativo quanto:
Una risposta per riga

Mappa della CUSTOMER SATISFACTION Campione: clienti attuali

Campione: ex clienti di agenti

La fidelizzazione Quanto è probabile che lei ..................?

Indice di fidelizzazione Quest’elaborazione è una sorta di NPS che segmenta l’universo dei clienti di agenti assicurativi in base al grado di fidelizzazione e sostegno al professionista a cui si rivolgono.

Attese, opportunità C'è qualcosa che non la soddisfa del suo agente assicurativo? qualcosa che manca o potrebbe essere migliorato?

La prossimità con l’agente A suo avviso, il suo agente assicurativo fa più gli interessi della compagnia o dei suoi clienti?

Le modificazioni nel tempo del rapporto con l’agente Lei ha l'impressione che il suo agente assicurativo oggi la segua di più che in passato o meno che in passato?

Sezione su clienti ed ex clienti Allianz
Il livello di soddisfazione dei clienti di agenti Allianz Il suo agente assicurativo quanto:
Una risposta per riga

Mappa: customer satisfaction clienti di agenti Allianz

Indice di fidelizzazione e promozione

La fidelizzazione dei clienti di agenti Allianz Quanto è probabile che lei ..................?

Chiusura del rapporto con agenti Allianz Per quali motivi ha deciso di non avere più polizze con Allianz?
Più risposte possibili

Le modificazioni nel tempo del rapporto con l’agente Lei ha l'impressione che il suo agente assicurativo oggi la segua di più che in passato o meno che in passato?

Il suo agente assicurativo fa più gli interessi della compagnia o dei suoi clienti?

Profilo del campione
Profilo assicurativo Lei è titolare di una o più delle seguenti polizze assicurative?
Più risposte possibili

Con quali compagnie le ha stipulate?
Più risposte possibili

Dati demografici